Cammino e mi sento vivo
Giorgio Lavino
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Cammino e guardo gli altri,
tutti gli altri, compresi quelli
che vengono da lontano,
senza temere il loro colore.
Le loro vesti non uccidono.
Le loro mani accarezzano
tutti i volti che vogliono
essere accarezzati.
I loro piedi hanno sfidato
i chiodi dell’intolleranza.
Le loro bocche invocano
lo stesso mio Dio.
Cammino e mi sento vivo,
nel giorno della Resurrezione.
Ho abbandonato la solitudine
delle quattro mura
per ascoltare l’armonia
dei volti sconosciuti.
Cammino e mi sento vero,
nel giorno della croce liberata.
Mille croci incontrerò
durante il mio viaggio.
Vorrei baciarle tutte.
Senza far finta di non vederle.
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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