316 lettori online · 357.922 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Salvo Learco Angrisani
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 31 marzo 2016 · lettura 1 min · 1248 letture

Nel fiume di quel noi

Salvo Learco Angrisani 99 poesie pubblicate
+ Segui
È quando sfogliando le pagine d'un grigio inverno, che di due vecchi amanti rimane un sole che opaca le ore. Quanto di niente resta tra le mani che tendo all'inesorabile vuoto che ora incespica il cammino su questa strada dove cadono bestemmie sulla faccia di un crocifisso nudo. Parole d'amore rincorse dai cani in quei ti amo ormai svuotati dall'amaro rimpianto. Un ti amo ustionato sul tramonto degli occhi, dove mani puttane spogliano i sorrisi di poveri uomini dentro saune d'amianto. E vomito assenzio su quelle parole ora pietrificate di cui invano mi saziavo. E mi scalcia i fianchi questa vita, in bilico, stanca, sul precipizio degli occhi, a lasciar scendere quell'ultima lacrima nel fiume di quel noi che mi soccombe l'affanno in un desiderio che non si spegne.
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

...aspettavo di vivere, aspettavo di morire... aspettavo un perdono... che non è mai arrivato.

L'autore
Salvo Learco Angrisani
Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rosetta Sacchi16 agosto 2017

Di un noi che non è più, resta l’impeto di un fiume, fomentato da tempeste sensoriali e scombussolamenti emotivi. La vita è mutata e “il noi” è mutato, causa gli errori, le distrazioni, i condizionamenti esterni, le ostilità (da parte di chi o cosa… non ha importanza). Assorbiti dai mutamenti, tra nostalgia e rimpianti, nelle brevi pause (di riflessione) giungiamo al rigore dell’inverno, accorgendoci di un sole scialbo. Per il resto del tempo soffriamo, stringendo il vuoto tra le mani e con l’affanno di un desiderio che non si spegne, nonostante l’attesa di un mancato perdono, unica preclusione per un ritorno alla vita. A questa interpretazione mi portano "le riflessioni poetiche" dell’autore.