La vecchiaia è un pesce d'aprile!
Luciano Tarabella
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Intanto un è mìa facile arrivàcci,
pò doppo ti ci dèvi abituà
pe un esse rivogato fra i vecchiacci
che, fissi, stanno in giro a brontolà.
Ti senti imbarzamato dai legacci
der mondo che nun vòle funzionà
retto com'è da mille e più pagliacci
che a Roma stanno sempre a letìa.
Pò mèttici: l'uccello ch'un si rizza,
la salute che marcia a gollettoni,
la ghigna che doventa tutta vizza,
l'aumenti che ti rubbano milioni...
anco se te ti metti affà una bizza (1)
si mòre per rottura di oglioni!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Giovanni Ghione3 aprile 2016
Quante verità espone questo simpatico ironico sonetto dialettale che solo chi ci arriva potrà capire questo bel pesce d'aprile. Uno stile che si avvicina alla poesia di Trilussa. Condivido anche per la piacevole musicalità dialettale.

