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Introspezione 6 aprile 2016 · lettura 1 min · 1473 letture

Squilibri

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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il buio mi svegliò in anella concentrici nera compressi al centro per nulla di un silenzio svegliò e generò il mostro ciò che non c’era corse l’ignoto vedeva di vedeva ritirò nel colpo del volo nella forza che amalgama ritirò nel corpo nero che la luce mangia nel catino viola dei morti al buio, a dismisura l’eccesso buio della privazione di chi è equilibrio? dove posare il cuore?
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móstro2 (ant. mònstro) s. m. [lat. monstrum «prodigio, portento», dal tema di monere «avvisare, ammonire»].Dal punto di vista antropologico, la categoria di mostro definisce, per contrapposizione o rispecchiamento, quella di essere umano; investe cioè i confini, talora netti talora sfumati, fra umano e bestiale.
Presso i popoli primitivi, le due categorie non appaiono mai del tutto distinte, bensì sovrapposte o comunque abbastanza fluide. L’uomo, difatti, non si vede ancora come un vero e proprio unicum della natura, come altro rispetto al mondo animale. il18 ottobre 2017
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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