Magiche percezioni

Lingue di fuoco avvolgono l'oriente,
tiepide l'ombre notturne ancor dilungono,
il campo non abbandona la luna impertinente
eterna vorrebbe primeggiar nel ciel regina.
Disorientata stenta quest'alba acerba,
timida esorta quel sol alla collina,
sorge così la speranza della vita
sublime spettacolo sul proscenio più acclamato...
Presto s'illuminano maestose cime,
vette da valicare, imbiancate e pure
dal lungo riflesso e tremula prospettiva
in gelide acque dalla tinta smeraldina.
Silente vibra l'aria quando è sera,
sottile pari accorato sospiro
sotto l'azzurro ciel che pulsa sincero
e che di reali voli è l'esclusivo impero.
Ghiacciati orridi spalancano all'improvviso
come algide, mostruose bocche all'infinito
e del disgelo il frutto a rovinar nel vuoto...
dolci l'acque che donano la vita
corrono e trovano laggiù in attesa
feconda pianura, verde e distesa.
Melodie d'intenti si pone la natura
quando lieve lieve sfiora la radura,
rive fruscianti di un'argentina polla
lieta dimora per libellule e farfalle.
Così risalta ognor lo stagno
col sonoro impegno di verdi raganelle
mentre placido s'adagia il mio pensiero
nel chioccolar dell'acqua che segue il suo sentiero...
soave è il crepuscolo nel pindarico volo
scandito dal canto del mitico usignolo.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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