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Fantasia 12 aprile 2016 · lettura 3 min · 846 letture

Canto nuovo apocrifo dantesco

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Ho sognato di giorno, proprio ieri, intento in consueta pennichella che ero proprio io Dante Alighieri con il Virgilio a far la gitarella per un cerchio infernale buio e triste senza il conforto manco d'una stella. Di fronte a cose orrende giammai viste chiesi al Maestro mio che mi guidava per quelle impervie e tenebrose piste perché mai quella gente si grattava, e per di più bensì potei vedere che in mezzo a un grande scendere di lava con l'unghie si graffiavano il sedere, Rispuosemi il Maestro: “In questa riva son anime che in terra il lor parere dissero sempre come gli veniva, senza mai porre al dir controllo alcuno, ed ora il contrappasso a loro arriva e non puote più dir parola ognuno, tanto che è sol concesso il gesto muto di quel grattar con unghie che son pruno ed alcuno non puo' dar loro aiuto. Se or da me tu vuoi aver consiglio io te lo posso dar ben compiaciuto, in certe situazioni, da coniglio è meglio il comportar che da leone, io te lo dico qual tu fossi un figlio. La saggezza pertanto ti propone di far silenzio e tener dentro tutto, sarà per te di gran soddisfazione ricever dal mio dire grande frutto.” “Maestro” dissi “per me Babbo sei e io ti seguo in tutto e dappertutto, io volentieri ti prometterei qualsiasi cosa, or vedi che ti ascolto, e agisco sui tuoi detti come miei e riconosco quel mio agire stolto. E per questo ti dico, illustre Vate, quel che mi viene in mente, nulla tolto, tu hai detto delle grandi bischerate che dicono da sempre i moralisti quando sparano simili cazzate. Ben comportarsi io non li ho mai visti, ragion per cui dalla mia bocca caccio l'urlo che sempre i buoni rende tristi: Smettila di cianciare, bischeraccio! Dico quel che mi pare e ciò confermo, neppure tu mi prendi col tuo laccio e in propositi miei rimango fermo.” A sentir ciò Virgilio si è scomposto e mi ha gridato, pur restando ermo: “Etrusco, ma vai a prenderlo in quel posto!” E' tanto forte il tono di quel grido che pe'l sobbalzo io mi sveglio tosto, e dopo lo scossone... me la rido!
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Salvo errori od omissioni si tratta di un canto scritto con endecasillabi in terzine rimate alla maniera (absit iniuria verbis) dell'Alighieri nella Commedia.

e
L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (1)

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Virgilio vi introdusse alle virtuti d'alto intelletto, al viaggio universale; un plauso a lui ed a voi, ma in generale, quindi, in ossequio, io taccio, come i muti. Viva le terzine dantesche, onore agli etruschi!