Celarsi
Celarsi
nella propria Anima,
come fosse terra
d’accoglienza.
Soffice sia dunque
la coltre bruna,
perché si faccia
luogo di requie.
Come ferreo scrigno
ma solo
d’inviolabile
custodia.
Così che ora
la memoria
più segreta,
sia d’intimità compiuta.
Sappia
lasciarsi cogliere
dalla coltre
del proprio sonno .
Eppur mai sia
meno
la consapevolezza,
seppur perduta.
Che ogni
particola
della vita
sia di quei ricordi.
Quando saprà trovare
nel proprio riposo,
l’occasione
per nascere ancora.
Di nuovo,
a ogni
rinnovarsi
del suo sorgere.
In ognuno
dei giorni
dell’esistenza
ormai spesa.
Nel cui abbraccio,
quella stessa
rimembranza
d’oblio.
Si è lasciata
abbandonarsi,
certa e cosciente
infine.
Di un avvenire
ormai,
senza più tempo
né i suoi limiti.
Seppur solo scandito,
da ogni pensiero
a lei
tra quelli rivolti.
©
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L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
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