Dov'eri quando il tuo tempo non era ancora il mio tempo?
Magari eri più a destra o a sinistra di me,
lievemente spostata in avanti
o leggermente inclinata all'indietro.
Forse, quando il riflesso della mia luce cadeva
eri un po' prima o giungevi un po' dopo.
Probabilmente avevi lo sguardo fuori posto
o semplicemente in quel momento
mentre io piegavo gli occhi tu li alzavi.
E quando il suono
del mio passo si avvicinava,
il tuo passo
o si fermava un attimo prima
o giungeva un momento dopo
perché io potessi udire il suono
dei tuoi passi
e tu il fruscio del mio cammino.
E chissà per quale nascosto motivo,
non fu quello il momento
che i nostri sguardi non si legarono
come raggi di sole,
né si intrecciarono come fili di pianta erbacea
le nostre mani.
Probabilmente passavi un attimo prima che
la mia ombra sbucasse
o tu un momento dopo che
mi fossi spostato dalla luce;
e neppure il vento che veniva incontro
a me così come a te si divertì
a mescolare i nostri odori.
E pure quando le nostre parole
si allargargava, si propagavano, si dilatavano
e inzuppavano di suoni l'aria
io arrivavo sempre un attimo in anticipo
per poterle ascoltarle
o tu un po' in ritardo per poterle imprimere dentro.
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