Il principe infelice
Pasquale Farallo
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Nulla mancava nel suo regno
castelli tesori brillanti e gioielli
ve n’era per ogni suo desiderio.
In ampie tenute e verdi parchi
Viali alberati e gioiose fontane
rallegravano le passeggiate
di quel principe così ricco
ma tanto triste ed infelice...
Neanche un bambino vedeva giocare
e questo lo rendeva triste e sconsolato
finché un bel giorno un bimbo
gli confidò piangendo
Che nel suo vasto regno
sugli alberi dorati e sopra i prati
neppure un uccellino si fermava
a cinguettar felice su di un ramo
Così che anche i bimbi, rattristati
non riuscivano a giocare...
Allora il principe si ricordò d’un tratto
che era stato lui a far divieto
Agli uccellini di cantare
perché - diceva - disturbavano il riposo
ed il suo augusto sonno...
Così emanò un editto
Affinché tutti gli uccellini del reame
potessero tornar liberamente
a cinguettar felici nei suoi parchi
e da quel giorno in poi
Ritornò la gioia e l’allegria nel reame,
il suo giardino si riempì di bimbi in festa
con tutti i loro giochi e gli schiamazzi
e al principe infelice presto ritornò il sorriso
Sicché tutti i bimbi da quel giorno
lo chiamarono: Il principe felice
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
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carla composto14 aprile 2016
le fiabe aprono il cuore... basta poco a render felice un bimbo ed a regalare gioia ad un principe infelice... bella fiaba da elogiare

