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Fiabe 23 aprile 2016 · lettura 2 min · 1268 letture

La strana storia del rubadiamanti

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Nessuno sapeva il suo nome perso tra un filo di rame e uno di ottone attorcigliati a una palizzata del giardino di una fata appaltata. Allora lo chiamavano Cuoredicielo ma come fosse davvero vi assicuro meglio stendere un velo. Cuoredicielo rubava diamanti nei negozi del centro spaccando i vetri con un sorriso di piombo. Ma non li vendeva li poggiava sulla credenza e lì li teneva. Era un tipo strano penso la cosa sia evidente lo disse dei carabinieri anche un tenente che andato ad arrestarlo rimase con un dubbio come fosse un tarlo. Quell'uomo era un giusto o il frutto di un pessimo gusto dato che odiava tutti i telefoni gli raccontò bevendo un martini. Così con lui fece comunella e insieme pregarono una stella la stella li stette a sentire e su una nota li volle rapire. Arrivati che furono nel centro dell'universo una fata li raccolse dentro un solo verso un desiderio vi voglio esaudire due volte però non fatemelo dire. Insieme al tenente pensarono i due matti che gli uomini potessero tornare a fare i gatti così la magia non vi racconto la spiego quando tornarono nel mondo. Tutti i telefonini della Terra smisero tosto a funzionare non si potette fare nemmeno la guerra e la gente tornò tra loro a parlare. Contenti i due delinquenti si rimisero a rubare diamanti che piacquero da allora a tutti quanti e risero nel mondo dei cinque continenti. Questa è la storia matta e bislacca di come e perché al mondo non telefoni più nemmeno al buon re.
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