Ode umile ed indegna alla mia musa
Tu puoi la sera far ritornar mattino
vano sogno è ricercar la poesia
per pareggiare la tua fantasia
vi si cimenterebbe invano l'Aretino
Tu sciogli il ghiaccio dei più crudi inverni
ogni malizia la tua virtù reprime
richiede solo le più sublimi rime
ne rimarrebbe in soggezione il Berni
Della bellezza tu sei vivo messaggio
muti si rimane al tuo passaggio
osar raffigurarti richiede del coraggio
potrebbe forse tentarlo il Caravaggio
Rapiti ci si trova come dei bambini
davanti ad una fata su di un trono
se qualcuno lo traducesse in suono
lo ripeterebbe certo il Paganini
Il tuo valore non può avere cognizione
da coloro che hanno limitato ingegno
descriverlo qual sommo e grave impegno
muto ne rimarrebbe il magno Cicerone
Mia musa, tu sei la bella stagione
che procura gioia sincera ed infinita
semplice tu sei il senso di una vita
che ricercarono Aristotele e Platone
©
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L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
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