Un'altra storia
Un'altra
storia
un'altra
notte
un altro
carnevale
una nuova
maschera.
Alloggiava
occhi
sudici
vedevano
pugni
dati
al muro
e il muro
sanguinava.
Volti
sconosciuti
dando
calci
rantolando
nell’asfalto
scrisse
col sangue
nel sangue.
Di lei
della paura
quando
rincasavo
in tarda ora
e portavo
lavoro
straordinario
per pagare
l’oste.
Quel più
di assenza
celava l’odore
fetido
s’impregnava
nelle bestemmie.
Nelle mani
avevo
carezze
lasciando
segni
ogni mattina
lo specchio
vedeva
e copriva
con fondotinta
la fatica
della vergogna.
quel
silenzio
in noi
decisero
parole
piangenti
che uscivano
nei denti
rotti
e costole
rappezzate.
Che
mai più
vedrò
il quartiere
me né andrò
solo
come solo
venni
nel postribolo
dove
abitavamo
le urla
piegavano
una stella
lucente.
©
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