Vite respinte
Vite respinte perché
d’appartenenza ingiuste,
al proprio circostante.
Sono verdetti adulti,
dall’Anima perduta
in rivali principi.
Esistenze sterili,
spese all’insegnamento
dallo sguardo cieco.
Solo perdoni incapaci,
di sapersi accolti
in luogo d’assente pietà.
Logiche ferree,
di strumenti demoniaci
in mani aguzzine.
Spendono indifferenti
le condanne alla morte,
quale resa della vita.
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L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
Commenti (1)
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picciro30 aprile 2016
Molto bella e toccante la cruda realtà che viene descritta in questa bella lirica, dove l'odio e il perdono sono sentimenti contrastanti e nella bilancia della vita, il piatto propende per il primo, incapace l'anima di riconoscersi nell'altro e decreta dolore senza fine! Complimenti vivissimi!
