Trabocca e galoppa

Certo un po’ più grigio il cielo...
vieppiù cauto ‘l tentennante andare,
forse innanzi è pur calato un velo,
ma ancor giulivo è ‘l cuor che brama volare.
Nel vento piroettano i sogni audaci,
giammai la resa al corso della vita,
mente che fibrillante non si da pace...
se l’acque chete scorrono adagio
in corsi impetuosi trasformano all’improvviso.
Euforico quel pensier trabocca
abbandonando i grigi viali del tramonto
e, suggendo il nettare dall’imberbe coppa,
galoppa, galoppa nel celeste impero.
Novelle energie dan brio alle vene,
elisir è il sogno che sprona oltre i confini...
e sgravio d’ogni irsuto scoglio o fardello
quanto in alto ascende a raggiunger il suo fine.
Deh... quanto ardito vola e quanto è bello
oltreppassar la soglia della ragione,
tuttavia, al brusco ritorno nel mondo reale,
crescono a dismisura rimpianto e magone!
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Anna Rossi2 maggio 2016
Una lirica dai versi intensi e profondi, un intreccio di sensazioni ed emozioni. Quando non si ha più l'ardire della giovane età e il passo si è fatto più lento non vuol dire che la mente non abbia brio o voglia di sentirsi ancora attivi .Complimenti all'autrice

