L'alba di un'eterna primavera
Anna Maria Scamarda
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Ero l'alba di un'eterna primavera.
Sorgevo nel mio vestito di luce bianca
umida di brezza,
gocciolando fra i peschi fioriti
la mia gioia d'esistere.
Mentre udivo sbiadire fra i paradisi del cielo il chiarore delle stelle...
M'era dolce il lento andare dei carretti
trainati dai cavalli assonnati
nella città dormiente,
prima d'abbracciare l'allegro chiacchiericcio degli uccelli che intrecciavano i nidi.
La mia vita non durava che il tocco magico della notte tramutata nei veli bianchi d'una sposa.
Poi l'aurora mi tingeva di baci in un brillio d'ali cangianti
al primo tocco del vento...
Così, alla consegna d'ogni nuovo giorno, svanivo nel cuore della vita...
Com'ero ignara d'esser felice!
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (1)
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Mirella Santoniccolo Mairim143 maggio 2016
Si riconosce la felicità quando già è passata e l'emozione dei momenti felici vissuti rimane nel cuore per sempre...

