Scaccolamenti estatici di poeti depressi in fase mistica
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Questa mordace e satirica poesia mi ha con forza richiamato alla mente un personaggio da me davvero, se non conosciuto, più volte visto, quando, dal 1966 al 1973, frequentavo quasi quotidianamente Napoli, per motivi di studio. A Piazza Garibaldi (quella della Stazione Centrale) c'era spesso un uomo tra i quaranta e i cinquant'anni, dall'aspetto alquanto dimesso, con in mano un mucchio di fogli (fotocopiati o, più probabilmente, ciclostilati) che offriva, con una certa insistenza, ai passanti, al prezzo di dieci lire (equivalenti, più o meno, a venti centesimi di euro di adesso) l'uno. Erano le sue poesie, e lui era un poeta che così campava. Io provavo una certa tristezza per i poeti a tempo pieno, per chi voleva vivere solo di quel lavoro!
