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Satira 4 maggio 2016 · lettura 2 min · 1175 letture

Scaccolamenti estatici di poeti depressi in fase mistica

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Il traffico della mattina appena appena si è sollevata la brina e il paesaggio ha contorni opachi quasi come succo di cachi. Ecco al semaforo un famoso poeta uno che in vacanza andava a Gaeta ma per necessità di famiglia dovette poi trasferirsi in Versiglia. Poeta dai molti vincimenti premi a poesie di cuore e di tormenti ora è intento al suo gran piacere scaccolarsi il naso come si deve. Pensa il sommo poeta alle balzane rime fatte di versi colorati a volte baciati altri alternati. Usa la sua arte per conquista vantandosi d'esser seduttore più che altro della caccola è attore. Chiama gli amici per farsi votare pensa così la fama di poter conquistare ha persino pubblicato vari libri di poesie vendendoli a suo cognato e a quattro zie. Poeti di mare e di sole di albe di tramonti e gabbiani poeti di cuore e batticuore poeti che fingono d'esser innamorati solo per essere votati. Passa un critico impomatato lo vede mentre getta caccole sul selciato lo saluta con un dito avanzato gli risponde il poeta che è un gran maleducato. Or che la depressione è stata depenalizzata non vorrei che anche questa poesia venisse bannata perché signori in cerca di gloria e onori i poeti son tutti avariati finiti nei banconi dei supermercati, tessono lodi dei prosciutti a volte persino facendo rima con i rutti.
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano4 maggio 2016

Questa mordace e satirica poesia mi ha con forza richiamato alla mente un personaggio da me davvero, se non conosciuto, più volte visto, quando, dal 1966 al 1973, frequentavo quasi quotidianamente Napoli, per motivi di studio. A Piazza Garibaldi (quella della Stazione Centrale) c'era spesso un uomo tra i quaranta e i cinquant'anni, dall'aspetto alquanto dimesso, con in mano un mucchio di fogli (fotocopiati o, più probabilmente, ciclostilati) che offriva, con una certa insistenza, ai passanti, al prezzo di dieci lire (equivalenti, più o meno, a venti centesimi di euro di adesso) l'uno. Erano le sue poesie, e lui era un poeta che così campava. Io provavo una certa tristezza per i poeti a tempo pieno, per chi voleva vivere solo di quel lavoro!