Rosa senza spine (A mia madre)
Anna Maria Scamarda
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Non v'è bisogno ch'io ti racconti la mia pena.
Tu la senti...
Come quando mi nutrivi nel tuo cuore.
E m'avvolgi
dentro le tue antiche braccia,
che non conoscono l'usura del tempo...
Non v'è oscurità che t'assomigli.
Sei, un suono
fra gli azzurri zampilli
delle fresche cascate.
Una quiete,
ove scivola, inoffensivo, il caos del tempo.
Sei un albero,
in cui gemmano foglioline sempre verdi...
Ti avrei confusa con le rose di maggio
se, nel toccarti,
mi fossi punta fra le spine.
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Anna Maria Scamarda
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