Freud e l'angoscia
Cos'è quest'ansia che mi preme in petto
e non so cosa sia, chi me l'ha imposta,
solo che passi tanto me l'aspetto
ma sembra lei farmi patire apposta.
Riguarda forse, un saggio me l'ha detto,
un momento di vita che mi costa
non ricordare, un fatto maledetto
che mi lacera dentro senza sosta.
Ma so che non c'è niente ormai da fare
e questa pena il cuore lacerante
non la potrò purtroppo eliminare
e con me sempre la dovrò portare
senza ch' io trovi un Sigmund imperante
che me la possa togliere all'istante!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
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Vaibhava das Vito Parisi8 maggio 2016
Potrebbe esser di gaudio a voi foriera, la gravità che preme in cor da voi, un dì parrà quel che di bene, poi, e, verità, figurerà ivi intera. Con ossequi letterari, Vaibhava dasa.
alias Marina Pacifici9 maggio 2016
Ottimo questo sonetto psicanalitico, d'ispirazione freudiana. Le censure dell'Io, le rimozioni, spesso si pagano con ansie e nevrosi che ci seguono come ombre... Davvero occorrerebbe un grande Dottor Sigmund e molta analisi per superarle.

