Vedessi come
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Vedessi come mi copro bene e
mi difendo dall’afasia del barometro
e ad ogni finestra ho appeso progetti
ho sparso sul pavimento les Fleurs du Mal
ho ballato sul domani con metà del silenzio
con le pause e gli artifici del cuore
le piume infine, d’attimi lavati dalla pioggia
mentre la sera spinge, la sera
che quella volta si spalmava nel sangue
Lise le foglie e il viso non è il mio
è acqua lisergica in clessidre
e quel che offro è
l’ennesima sommità di sguardo
prima della noncuranza
dove sei verbo appena pronunciato
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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carla composto10 maggio 2016
un sapersi diferndere dalle aversità della vita che in questa lirica vengono decritte con metafore magistrali e sensite ... versi forti ma sempre eleganti ed inconfondibili della valente autrice ...il mio elogio sempre
Patrizia Cosenza10 maggio 2016
E' una danza questa lirica lo letta tante volte e ogni volta nuove emozioni complimenti
B
Barba14 maggio 2016
Enigmatica e sottile, ha passi da capogiro, e quel timbro visionario e profondo, che rende unica la Poetessa. "Lise le foglie e il viso non è il mio"


