Attempata fanciulla

Tu sei sempre tu
anche se eterea,
utraterrena essenza...
in quale dimensione arcana
or sosta la tua sostanza?
Fior di loto di terre lontane
volteggi aggraziato
in sto' dolente pantano.
Ghirlande di perle
intrecciavi col canto...
tanto gaio e sguaiato vernacolo,
così l'eco risuona alla mente,
così ameno e costante è il ricordo.
Quante burle, quante celie
d'attempata fanciulla
di gioir pur capace per tanto
o per nulla...
poi quel dì maledetto
calò brusca mannnaia
a troncar 'l tuo destino,
solo ombre di fiori sparsero
sul tuo cammino.
Mai tante lacrime furono piante,
giammai rimpianto fu così cocente,
...eppur sorrido
per quello scanzonato riso,
poiché tu, tanto vulnerabile eppur così forte,
indelebile segno lasciasti
ironizzando sin con la morte!
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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