Silenzio
Anna Maria Scamarda
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Oppressione imbavagliata dal sè,
il cuore, muto
nelle membra dei pensieri stanchi.
L'anima, genuflessa davanti all'io
non chiede perché...
Le lacrime hanno costruito ricordi
di creta indurita.
Anche i lampioni tacciono.
Le aiuole hanno freddo
al tocco del gelido marmo,
come farfalle imprigionate.
Dissolvenze...
Nasceranno altre città
sommerse dalla tenerezza...
Il sole, racconterà ologrammi di luce,
ai cieli del futuro.
E le stelle,
continueranno ad intrecciare nuovi fili d'argento
per il ricamo dei sogni perduti...
Non voltarti.
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (1)
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mario calzolaro11 maggio 2016
Impossibile non condividere il pathos di questo componimento; non sentirsi gravati dal freddo dal silenzio, dal peso dei ricordi. Quel "non voltarti" del finale aggiunge un quid pluris al tutto.

