Brat'ja!
Brat’ja, fratelli,
gemeva il soldato russo
prima di essere schiacciato
dai cingoli di un T34.
Sulla neve della mattina
-le cinque ora di Mosca-
un russo ubriaco
mi rispondeva Cikai!
mentre faceva la questua
-ed io non lo capivo-
per una semplice sigaretta.
Cikai,
fu così che chiamarono
quei nostri nonni
scomparsi nella tempesta
eppure nel vento dell’est
il mio cuore urlava brat’ja
e quell'urlo abbracciava tutti
molto più forte della bufera.
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L'autore
Marco G Maggi
Nato a Tortona nel 1968, vive in provincia di Alessandria. Sue poesie sono state pubblicate su numerose antologie, in blog e siti di riviste culturali oltre ad avere ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi e premi letterari. Nel febbraio 2014 ha pubblicato la sua prima silloge, intitolata “Punto di fuga”, presso
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa13 maggio 2016
tragica, bellissima poesia. per non dimenticare mai. B r a v i s s i m o
