Orfeo in crociera

Trilla l’oro dell’Ellesponto
sotto il sole d’un felice
piagnisteo per Euridice
sulle note che non escono ...
Consolandosi al vagito
d’un poppante al suo plotone
rese all’oro di Giasone
versi degni del montone.
“Idmone, Idmone,
non ti crucciare!
C’è l’Assiria che t’aspetta
se la Tinia è terra stretta.
Dopo il Bosforo e Minina
siamo ancora in alto mare!
Idmone, Idmone,
non restartene laggiù!
Ché mi prendi un’altra sbornia
e mi muori in Paflagonia
sotto il peso d’un cinghiale
senza fartene ragù.
Son due mesi o poco più,
vaticini sul presente,
vaticini sul futuro,
vaticini il bene e il male,
ci predici ciò che è assente,
non ne posso proprio più ...
lascia il gusto del finale!
Dopo degno funerale
tra i beoti in magna pompa
tutti a bordo della nave
a far tuffi dalla poppa.
©
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