De labore soli (per Karol Wojtyla)
Pasquale Farallo
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Curvo sulle spalle,
che in gran parte il tempo resse
vi fu sempre la tua croce, portata fino in fondo
nelle più assolate vie del mondo
ad annunziar la tua novella
"Aprite le porte a Cristo", dicevi
"Non abbiate paura..."
E mentre lo dicevi, neanche tu sapevi
l’immane sacrificio che t’aspettava:
"De labore soli", il lavoro del sole...
Umile pellegrino in ogni angolo del mondo
di fermarti, mai vaghezza ti punse,
ma quando più non ti fu dato,
nè camminar né il profferir parola,
t’arrabbiasti, forse, anche col tuo Dio
Perché volevi ancor mandare al mondo
il tuo pensier profondo, la tua parola...
Verso gli umili e i potenti
corrotti, mafiosi e delinquenti,
a tutti arrivò il tuo messaggio, forte e chiaro
Con l’amor d’un padre, che dal tuo cuor ne scaturiva,
ora tu sei in cielo, acclamato come un santo,
ma quando eri ancor in vita, quaggiù
lo eri già d’allora e forse ancor di più,
ché tutto il mondo vide il tuo supplizio, il tuo sacrificio...
Per questo l’universo intero oggi t’onora
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
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carla composto18 maggio 2016
Una lirica e dedica intensa e sentita ad un grande Uomo che non si é mai risparmiato, portando la sua croce con umiltà e dignità, credo che questo papa sia stato un dono del cielo... sono fiera d'esser cresciuta con Lui il mio elogio

