Quel crocidar intrigante

Querulo e insistente s'insinua
e distoglie,
vaganti parole sul libro cattura
e imbriglia...
magico si frappone il soave
intento,
frulli che volteggiano e becchettar
giulivo...
pagine d'un libro accantonate
a breve
poiché irresistibile è il richiamo
della natura.
Mera e sollecita risponde
l'emozione,
così sulla sedia a dondolo è ormai desta
l'attenzione.
Forse non troppo molesto
è sin un ronzio
o il presago crocidar di becchi gialli,
gradito financo l'incessante cicaleccio...
elittri e antenne vibranti
posano su tinte sgargianti
spargendo intorno polline e nuova vita.
Culla operosa è quel mio prato
morbido giaciglio per nivee corolle di margherite.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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