453 lettori online · 359.751 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Natura
Natura 21 maggio 2016 · lettura 1 min · 1533 letture

Madre e matrigna

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
+ Segui
Inclemente al cattivo addurre sembianze di donna assumi vestendoti a tempesta sulla riga d'oltremare Sfoghi la tua rabbia allorquando a sgranchirti tra le zolle e tra gli oceani a navigare onde anomale sprigioni sulle tue amate rive Vendetta il tuo radere al suolo a sommergere l'invadente agglomerato al grido di nefandezza umana E poi bella come una regina placida ti ritiri al bando delle stragi nell'abbraccio di figli e fratelli a rammentar che beata terra è amica e nemica nell'accudire e nel calpestare Vilipendio è il giorno a ripetersi nella naturale strage a sopraggiungere ma allorquando antropologa arroganza non si prostra a quest'Iddio vestendosi di non curanza a sfregio del rispetto la giostra del male diventa infinita
♥ 0 💬 3
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mariasilvia28 maggio 2016

Si veste da da Donna questa Natura a volte selvaggia, a volte un incanto. Immobile e rassegnata, furiosa, e distruttiva. Bella come una Regina, amica e nemica, madre e matrigna. Devastazione e urla non trovano conforto. Devastato il paesaggio ancor più dentro le cerniere del cuore. Molto sentita.! Tema importante Chiusa!!! COMPLIMENTI MERITATI.

Rita Minniti1 giugno 2016

Versi curati in ogni dettaglio, determinati e forti. Si avverte quanto importante è proclamarsi spettatore davanti a tanta distruzione. E' come se l'autore dipingesse con gli occhi scene vissute, tanto è il disegno preciso che sa rappresentare con le parole. Versi che lasciano capire una forte espressività sprigionarsi da un'anima attenta. Un raccontare, il suo, come fosse la storia di una donna vestita di rabbia che, dopo aver covato tanta vendetta, annienta la sua stessa riva, per poi ritornare pacata e soddisfatta al suo lido. Non c'è speranza però, scrive ancora l'autore, che la natura smetta di accanirsi se, l'uomo non sotterrerà lo scettro dell'arroganza, e non dissotterrerà quello del rispetto.

Marial3 giugno 2016

La duplice faccia della natura, benigna e amica dove regna il sentimento dell'amore e quella nemica animata dalla forza del male, impietosa, aggressiva, violenta, senza orizzonti negli occhi impenetrabili. Molto apprezzata e letta più volte... Bella lirica! Doppio plauso!