Garibaldi a Biumo
Intrepido e generoso,
leale e coraggioso
fu quell'eroe Nizzardo
dal volitivo sguardo.
Con i suoi "Cacciatori",
ch'eran dei volontari
accorsi d'ogni parte,
d'Italia cambiò sorte.
A Sesto varcò 'l Ticino
che, allora, era confino;
a Biumo colse la vittoria
di cui oggi è memoria.
Fu l'obbedisco strano
che pronunziò a Teano
a concluder le sue gesta
senza onor ne festa.
Vittorio Emanuele
e quell'eroe fedele,
entraron, finalmente,
in Napoli festante.
Nessun segno d'onore
pretese, da "signore";
si ritirò a Caprera
ad attendera Sua "sera".
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Commenti (2)
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Ausilia Giordano22 maggio 2016
Esemplare il suo comportamento appassionato per il suo Paese oppresso dagli stranieri. Comodo per il re: usare le abilità degli eroi per poi disfarsene, annullandone la professionalità e la potenza... ma la gloria e il ricordo di lui e delle imprese compiute con altri eroi, rimane per sempre: loro a gloria della nostra libertà e della nostra storia. Grazie per questo splendido testo. SF.
Giovanni Ghione22 maggio 2016
Un'esaltante cronaca della nostra storia così ben descritta in una musicale lirica. Veramente elegante l'ultima strofa ad onore dell'Eroe dei due Mondi. Plauso!

