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Riflessioni 25 maggio 2016 · lettura 1 min · 1106 letture

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Damiano Gasperini 5 poesie pubblicate
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La mano che stringe quel ferro vago è madre dello sguardo mai pago di un uomo una volta come tanti oggi pochi rimorsi e molti rimpianti distante dalla culla e dall’amata senza libertà,vita sua ormai spezzata Riflettendo l’immagine l’angoscia parla se l’attenzione su uomini si intende lasciarla colmi di sogni e storie certamente speciali ma incapaci di mostrarli al mondo normali Barriere in quella storia mai aperte alle calve e grigie vite ormai certe di diventar fumo e nel cielo aleggiare grave ombra per i fautori da guardare E quel fiume di parole in uno sguardo sconfigge l’animo duro in azzardo allora paro rendendo felice e gioioso l’amico migliore che scodinzola festoso.
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Damiano Gasperini
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Commenti (1)

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Maria Luisa Bandiera29 maggio 2016

Poesia molto particolare, da leggere più volte per entrare nel contesto dell'autore che l'ha scritta, completata da una chiusa a placarne un poco l'infinita tristezza...