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La mano che stringe quel ferro vago
è madre dello sguardo mai pago
di un uomo una volta come tanti
oggi pochi rimorsi e molti rimpianti
distante dalla culla e dall’amata
senza libertà,vita sua ormai spezzata
Riflettendo l’immagine l’angoscia parla
se l’attenzione su uomini si intende lasciarla
colmi di sogni e storie certamente speciali
ma incapaci di mostrarli al mondo normali
Barriere in quella storia mai aperte
alle calve e grigie vite ormai certe
di diventar fumo e nel cielo aleggiare
grave ombra per i fautori da guardare
E quel fiume di parole in uno sguardo
sconfigge l’animo duro in azzardo
allora paro rendendo felice e gioioso
l’amico migliore che scodinzola festoso.
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Commenti (1)
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Maria Luisa Bandiera29 maggio 2016
Poesia molto particolare, da leggere più volte per entrare nel contesto dell'autore che l'ha scritta, completata da una chiusa a placarne un poco l'infinita tristezza...
