Il cielo era pieno di nuvole
Hariseldom
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Andare sull'asse attrezzato
con l'aeroporto che a volte alza un aereo
con la radio a tutto volumo
in un pomeriggio accennato di maggio.
E il cielo di Pescara pieno di nuvole
nuvole soffici come ovatta
nuvole bianche con un buco nel mezzo
un buco rotondo nel cielo di Pescara.
E all'improvviso rallenti
ti sembra che qualcuno si affacci dal bordo
forse un angelo curioso del mondo
e ti sembra di vederne le mani.
E intanto la radio di parla del mondo
di questo universo che uccide i silenzi
e intanto la radio gratta un amore
che il tempo ha riempito di rughe e dolore.
E l'angelo sorride alla vita che scorre
guarda l'aereo e poi si confonde
perché tra l'azzurro e la puzza di fogna
di questi detriti mai smaltiti.
E Pescara non sogna e non capisce
che il suo mare si è riempito di veleni
mentre un angelo prova a parlare
tra le nuvole bianche d'ovatta.
Ed io che torno a casa
sorrido alle fiabe evaporate
e forse quell'angelo che me le ha rubate
le tiene nascoste per i figli di un Dio delle gabbie.
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