Vecchia macchina da cucire
Rosaria Catania
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Un rocchetto di filo va
sui ricordi di un passato
i suoi eran riccioli d'oro
sulle scarne impronte
tristi memorie di quel soldatino
mai più tornato
gira rallenta si ferma
quell'ago va a danzar
su e giù su quella bianca stoffa
cerulea luce
sulla lampada a petrolio
mano attenta
accompagna dolcemente
lo scorrere dei piccoli punti
assonnata su occhi stanchi
lavora quel suo tesoro
fino a tarda notte
la stanza silenziosa
lei tutta sola
con quel ticchettio del pedale
e lo scorrere del nastro sulla ruota
su quella vecchia macchina da cucire
si ferma la vita sua
un'opera ben fatta
di un immacolato candore
accecante bagliore
lei china il viso e lo sguardo va lontano
ritrova quel suo dì
che mai vi fu
domani verrà indossato
dalla sua riccioli d'oro
l’opera più bella
l'amor della sua vita
non regge memoria sul petto d'amore
la polvere sua scivola lentamente dagli anni
trionfa nel ricordo dell'amato perduto
su quella veste mai indossata
sua madre la cucì per lei e lei a sua figlia
la macchina silenziosamente va
oltre l'infinito
sulla mano scarna l'ago scivola minuzioso
nel rifinir quel punto d'incastro
bianco taffeta tulle e merletto
rallegrano la stanza di profumi d’arancio
e sugli orli del passato spunta una lacrima ed un sorriso
Domani...
rivedrai il tuo amore sugli occhi di tua figlia...
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (1)
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Marial16 giugno 2016
I pensieri sono voce nel silenzio e nell'odore dei ricordi scorre il filo di una vita vissuta. Tutto è racconto e raccoglie forse l'addio di un sogno tra il leggero rumore di un piccolo pedale. Una storia che si ripeterà negli aromi di un passato che smuove l'anima. Molto accattivante il testo .Bello e raffinato. Complimenti!

