Leggendo
Michele Prenna
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Leggendo Tolstoj quando s'interroga sul senso del vivere
non posso contraddirlo quando dice inutile la ragione
mi colpisce la riflessione su miseria, malattia e morte
ché certo povertà e morbi si possono affrontare
si può lavorare per accumulare ricchezze
beni d'ogni genere per sempre maggiore piacere
si può progredire nella cura delle malattie
scoprire magici ritrovati per apparenza di giovane
ma la morte prima o poi per tutti deve arrivare
e nulla possono a scamparla le differenze nel vivere.
Argomenta nella "Confessione" abilmente lo scrittore
mostra come e perché si ridusse nella disperazione
ma soprattutto chiarisce la via che trovò per uscirne
lui uomo finito confrontato all'infinito per Fede
nel Dio di speranza dalla ragione superba inattingibile
e questa conquista sua umilmente m'appare condivisibile.
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L'autore
Michele Prenna
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