Dolci pizzichi e incanto d'afflati

Dolce del flauto il richiamo intriga,
note mansuete danzano a risaltar su riga...
leggendaria, magica melodia,
leggiadra, silvestre e pur divina,
come edera tence la mente avvinghia
e i pensieri combina.
Magici filamenti arricciano nell'aria che dilaga,
sfiora l'essenza e la pronta coscienza appaga.
Lige e mansuete seguono le idee in processione
obnubilate dal solenne incanto d'arpeggi
e afflati...
magia di oboe, ocarine e flauti
pari a voci tintinnanti di silfidi e di fate
e profonda armoniosità dell'arpa,
titillate dal tocco d'angelica stirpe.
Impalpabil nell'aria la scia inodore
che stuzzica l'animo carezzando il cuore,
nota su nota a librar con leggerezza
che ogni rovello ambiguo dal cuore spazza.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli2 giugno 2016
il testo è molto bello e melodioso, ma gli ultimi quattro versi sono ''pura poesia''... ''...impalpabili nell'aria la scia inodore che stuzzica l'animo carezzando il cuore, nota su nota a librar con leggerezza che ogni rovello ambiguo dal cuore spazza''... ho provato piacere a riportare questi ultimi versi nel commento... complimenti

