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Riflessioni 8 giugno 2016 · lettura 1 min · 1124 letture

La serpe (sonetto)

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Ho sognato una serpe che in un prato strisciando verso me si dirigeva, sono rimasto molto impressionato... finché mi sono accorto che piangeva. “Sappi che i cacciatori hanno ammazzato i miei piccoli, mal non si faceva! ed il bosco persino si è indignato...” sentivo che la serpe mi diceva. Ha proseguito: “Noi facciam ribrezzo a voi che inutilmente ci temete, di compiangere avete solo il vezzo chi piace a voi, e mal disposti siete verso chi, come me, sta nel dolore e avrei bisogno anch'io... d'un po' d'amore!"
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (2)

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Rosetta Sacchi8 giugno 2016

I sentimenti, moti dell’anima, negativi o positivi, che possono o no manifestarsi all’esterno, sono tali a prescindere dall’aspetto fisico ed esteriore. Madre Natura, generosa con alcuni, cattiva con altri (e parlo di tutto il mondo animale, uomo compreso,) non ci dice di avere un atteggiamento diverso di fronte al dolore, ad esempio, se a provarlo è “uno sgorbio” invece di “una “creatura meravigliosa”. Apprezzata riflessione e soprattutto vera!

La serpe a compassione mai ne è degna, bensì le pecorelle ne han diritto; se riguardiamo il rispettivo vitto, l'una è malvagia, l'altra al ben s'ingegna.