L'amore era
Lena Orfeo
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L'amore
era un insieme di mani bisognose,
toccava le corde pizzicando l'anima.
Io lo sentivo fuggire
dopo essere stato tanto caro.
Era come averlo in pugno e maledirlo,
come riscaldarlo prima dell'ennesimo gelo.
Ero inquieta e mi bastavo innamorata
poiché, non avendo conosciuto amore
se non di striscio e senza cuore,
pulsavo ferita dalla speranza certa.
Ancora sogno
e sono consegnata al sonno,
sogno ancora mani e tutte le prese ancora.
Riesci a sentire quel dolore così teso,
quello per cui trasformato in sorriso
apristi il cielo e la sagoma di un fiore?
Io scesi ape per morire fiera
dentro un calice di niente,
in un pizzico d'amore
così Ercole spostai tutte le montagne.
Scesi per non salire nuovamente,
così poco allenata alla luce e al suo calore.
Ora trattengo tutti i colori,
li aggiungo vissuti alla pelle tatuata.
L'Infinito in una chiazza di sole
si sposta e li fa infilare.
E li amo sai,
li amo a non finire.
In quel luogo chiamato da tutti cuore,
c'è così tanto spazio
da non dovermi preoccupare.
©
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (2)
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anna maria cartisano10 giugno 2016
Trattiene i colori e inventali... poesia Magnifica!
Antonio Biancolillo10 giugno 2016
L'età dei ricordi e dei sogni... resta sempre e indelebile nel cuore, dove ogni attimo... ogni sapore... ogni colore... si continua ad apprezzare ... Ricordi lontani che approdano su un viso che avanza, perché il tempo non si ferma, perché il tempo continua la sua corsa... ed è in questo frenetico andare che la mente si sofferma trattenendo tutti i possibili colori da conservare sulla pelle... come se fosse sempre una cosa nuova da gustare, come se fosse uno splendido regalo da scartare... e conservare in quella stanza infinita del cuore... Molto apprezzata...


