Studio comparato su cecità ed altre amenità
Ahimè, mi chiedo, in pomeriggi assolati
alla luce impietosa degli scarni risultati
quale sia l'algoritmo da applicare,
perché una storia sana possa decollare.
Dolce, amorevole e sorridente
dicono sia il trio vincente,
diligente applico la legge a menadito
ma, l'amaro risvolto avevano taciuto:
tristemente spesso il troppo impegno
diviene miccia per l'altrui sdegno.
"Non fai abbastanza!"dicono gli occhi
mentre tu, misera, lucidi i piatti.
Un cambio di rotta serve per l'impatto
quando le nocche ceree frantumano il piatto:
"Eureka!" strilli "ho trovato la cura!"
stavolta, prometti, sarai la dura.
Chiudi il sipario, cambio d'abito e intruglio
sarai tu, stavolta, a far tafferuglio.
Seguendo un'antica pergamena sumera
schiena impettita a far buona cera,
scaltra scegli come connotati assiali:
algida, supponente, d'ignoti natali
ma il vecchio Murphy ormai in pensione,
ha tempo libero per venirti a trovare!
Dopo supponenza, tacchi alti e bieche occhiate
le scorte di maalox ormai finite,
ti ritrovi infine con un cucciolo smarrito
che trattiene timido l'orlo del vestito.
A quel punto la pazienza è ormai nel gabinetto,
i piedi fanno male, il trucco è colato tutto.
Afflitta, ammetti che Waterloo è perduta
metti in valigia tutte le gonne e la vecchia tuta
t'ostini però, orgogliosa e femminile ad ignorare
un mostruoso errore fatto ancor prima d'iniziare.
Esci di casa lesta mentre gratta alla porta
zaino in spalla, i pigiami son presi, lo struccante è in borsa,
con guance acquerellate di lacrime e mascara
macini strambe teorie sulla vita grama e avara.
D'un tratto un Adone, senza tua premeditazione
s'offre, occhioni dolci, d'aiutarti col borsone
tu stolida e cieca, lo svisceri con gli occhi
"Levati, sei uomo e voi siete tutti stolti!"
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