Nel garrulo canto

A sera volo di rondini
nei pindarici moti,
al pianto dolce della memoria.
E' Estate forse?
Dimmelo tu Amore,
nell'aria stretta e bugiarda,
l'alito solleva il velo di pianto.
E dove sono ora le mie stanze?
Scavo a sangue tra le pagine nude,
chiuse dalla prima alba.
E sorride l'amaro vento,
dopo lo schianto che stride
negli avidi fianchi del tempo.
Ora che scende la sera d'argento,
-stringimi stretta-
tra le ali del garrulo Canto.
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Commenti (2)
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Marial11 giugno 2016
Declina il giorno lentamente, gli ultimi raggi filtrano tra i rami nel canto degli usignoli e delle rondini. Inaspettati pensieri girano nell'aria e triste diventa la memoria. L'alba vela il fugace ricordo nella presenza di una musica rassicurante. Bellissime espressioni poetiche. Apprezzata e sentita. Complimenti!! Merita S. e f.
Giacomo Scimonelli11 giugno 2016
Immagini che sembrano vere, vive ...versi e metafore che catturano istantaneamente l'attenzione di chi legge e restarne affascinati è obbligatorio... una malinconia non rassegnata non può evitare di tuffarsi tra le braccia della tristezza... i ricordi son vita e vanno rispettati... bellissima

