L'anima fra le dita
Anna Maria Scamarda
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Lo vidi, apparire in lontananza
di là dai sette fiumi.
Aveva l'aria stanca,
e pur leggero il passo,
il viso illuminato dal sole.
Pareva fosse uscito dal nulla...
D'un tratto, la siepe si gremì d'una folla
che gli urlava contro.
Lo presero per pazzo, si schernirono di lui,
ridendo a perdifiato.
Avanzava...
Gli fui quasi d'un centimetro vicina
e, incontrai il suo sguardo:
vi lessi tutto il peso di un mondo
che avrebbe voluto rendere migliore,
col fervore degli ideali:
la giustizia, la pace,
la leggerezza dei sogni...
Mi parve d'udire le tribolazioni del suo cuore.
E pur, lieve, d'una luce abbagliante,
s'accendeva dalle labbra il sorriso.
L'anima fra le dita,
sussurrava i mille volti dell'amore,
del dolore, e la gioia.
Per un attimo associai il suo sguardo
al "mondo delle idee",
ove risiede l'Iperuranio di cui narrò Platone.
"Oltre la volta celeste,
in quel gradino più alto ove ha sede il Bene".
D'istinto l'abbracciai...
E fui paga.
Scomparve, lentamente, oltre la siepe...
Era il Poeta dell'anima.
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Anna Maria Scamarda
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