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Riflessioni 12 giugno 2016 · lettura 1 min · 1458 letture

L'anima fra le dita

Anna Maria Scamarda 386 poesie pubblicate
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Lo vidi, apparire in lontananza di là dai sette fiumi. Aveva l'aria stanca, e pur leggero il passo, il viso illuminato dal sole. Pareva fosse uscito dal nulla... D'un tratto, la siepe si gremì d'una folla che gli urlava contro. Lo presero per pazzo, si schernirono di lui, ridendo a perdifiato. Avanzava... Gli fui quasi d'un centimetro vicina e, incontrai il suo sguardo: vi lessi tutto il peso di un mondo che avrebbe voluto rendere migliore, col fervore degli ideali: la giustizia, la pace, la leggerezza dei sogni... Mi parve d'udire le tribolazioni del suo cuore. E pur, lieve, d'una luce abbagliante, s'accendeva dalle labbra il sorriso. L'anima fra le dita, sussurrava i mille volti dell'amore, del dolore, e la gioia. Per un attimo associai il suo sguardo al "mondo delle idee", ove risiede l'Iperuranio di cui narrò Platone. "Oltre la volta celeste, in quel gradino più alto ove ha sede il Bene". D'istinto l'abbracciai... E fui paga. Scomparve, lentamente, oltre la siepe... Era il Poeta dell'anima.
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"Io non credo in quei poeti dalle cui menti, si dice, i versi prorompono già compiuti, come dee corazzate. Io so quanta vita interiore e quanto sangue rosso vivo ogni singolo verso genuino deve aver bevuto, prima di poter alzarsi in piedi e camminare da solo. Poeta è qualcosa che si può soltanto essere, ma non diventare. (Hermann Hesse) "I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana". (Victor Hugo, William Shakespeare, 1864)

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Anna Maria Scamarda
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