Il senso dell'infinito
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (5)
L'animo gode ameno quanto il Passo montano, donde ei mira, esteso, ovunque; la Pace e le finalità in esso, dunque, diffondansi nei cor, dall'alto al basso.
bravo Lorenzo mi è molto piaciuta per l'immediatezza con cui parli del silenzio delle montagne e il fascino della vallata... Ci riporti al pensiero di Leopardi, stupenda, il mio elogio.
Il senso dell’infinito è “un senso” . Chiudiamo gli occhi e lo sentiamo, l’ascoltiamo, l’assaporiamo, lo tocchiamo, in un istante, quel breve istante in cui abbiamo la percezione, appunto, dell’infinito. Subito dopo ci accorgiamo che è illusione. Come possiamo noi, nella nostra finitezza, abbracciare l’immenso? E’ impossibile. Ma forse, dentro di noi, abbiamo una porzione d’infinito... se siamo capaci di una simile percezione! Posso definire il sonetto del Poeta, ispirato ad un tema a me assai caro, così: Impeccabile.
Raffinato e profondo sonetto sul sentimento di comunione fra il Poeta e l'armonia della Natura. Una lunga passeggiata fra i colli di Toscana fa scaturire un legame di simbiosi fra l'Autore ed il creato. E proprio quando sembra d'aver sfiorato il senso d'infinito, esso fugge via. Meritato posto d'onore nel palco di Rime scelte.
Per il sommo poeta " era un naufragare dolcissimo" in quello spaziotempo infinito. Quì vi leggo un desiderio di volerlo delimitare e l'amara consapevolezza che lo stesso sfugge. Magnifico e armonioso sonetto.



