La ricordanza
Anna Maria Scamarda
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Mi rivedo fanciullina:
la lunga chioma sparsa sulle spalle
e quella camiciola bianca di raso
annodata al petto da un fiocco vanigliato.
Erano chiare le sere d'estate
sotto il profumo del gelsomino,
il canto dei grilli
e la chitarra di mio padre
che intonava serenate alla luna...
Il cuore colmo di sogni e zucchero filato.
Poi, quando l'ultime note del mio babbo
si spegnean fra le stelle,
le palpebre s'offrivano al sonno,
strette al cantuccio delle fiabe.
La ricordanza...
Mi riporta ai colori tenui del mio più antico "io",
alla magia dell'innocenza pura.
E il rimembrar m'è dolce...
Come fosse una carezza alle lacrime
della nuda terra.
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Anna Maria Scamarda
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