Indulgenza plenaria all'adolescente
Lasciarsi plasmare dagli eventi,
docilmente.
Deporre le armi,
non dissotterrare l'ascia di guerra.
Ricevere una carezza,
magari altre due
o...
combattere fino allo sfinimento?
Con grinta inesausta
affrontare scontri dialettici estenuanti,
picchiare la testa contro i muri
del diniego e dell'impossibile
con eroismo e sprezzo del pericolo?
Lo strenuo impegno
e la leggerezza dell'ignavia,
il rischio non calcolato
e la dissipazione delle forze,
la generosità infinita
e l'indifferenza più tracotante
o...
un piccolo passo verso l'indipendenza,
un gesto di disponibilità disinteressata,
la cura degli amici,
la difesa dell'amore acerbo,
un compito da portare a termine,
firmare un progetto condiviso?
Pare tremendamente complicato
il passaggio verso la stabilità
della vita adulta.
Pare che la vita adulta
non sarà dotata di spessore e pregnanza
se l'adolescenza non venga vissuta in pienezza.
Pare che quello che diventeremo
debba essere costruito antecedentemente
e che solo a posteriori
si possano giudicare le scelte operate.
Non essere quindi troppo severo
con te stesso quando le compirai.
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano22 giugno 2016
Spettacolare questo testo poetico, da recitare e filmare! Bellissimo nella lettura e rilettura, attualissimo e ben delineato in tutte le sue parti. Complimenti alle abilità discorsive dell'autore/trice. SF.
