Un uomo che piange
Fra l'infausto inchino d'un signore,
fra l'inchino d'un uomo grande e maturo;
io non scorsi quel tetro oblio d' un tempo perduto.
Fra l'inchino dolorante e timoroso d'un passato audace e felice,
nacque da erette sterpaglie mentali, un passo d'un presente
livido di ferite nauseabonde, inimmaginabili e storpie.
Storpie come il pensier suo esule da tetro squilibrio
e pallido viso e pur da notevolmente sconnessa novella.
La dama (la sua dama rimpianta e compianta)
la sua donzella scomparsa, or angelica;
fece lagrimar gli occhi suoi seriosi, pietosi e tristi.
Ricordi felici rimasero tali ed avvenne quel torbido
destino presente e poi traumaticamente futuro;
d'un uomo solo e lacrimante, distolto da vita fiabesca
e fatata... a vita squallida, sconfinatamente infida.
"Mirate quell'uomo piangente e sofferente,
dategli amor e fedeltà.
E spegnete il destino di esso;
umile servo di DIO".
Ma da lui ora odiato e sfatato dalla sua stessa vita...
...da uomo non recante pietà
Ma disapprovazione da DEI (per esso)
falsi e meschini.
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L'autore
morini lorenzo
Sono Lorenzo Morini nato a Novellara nel 1971. Da molti anni scrivo poesie,faccio pittura e sono appassionato di musica. La mia filosofia di vita è paragonabile a un ritornello acquisito da una canzone dei Nomadi:"Sarà come il tempo vuole". Significa,a mio avviso,vivere nel presente in sintonia con i ritmi lenti del
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