Tra I Pescherecci Dei Malavoglia
Anna Maria Scamarda
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Terra mia,
mi perdo a pensarti
a ritroso nel tempo...
Tra i pescherecci dei Malavoglia,
quando la palla rossa del vespro
dipinge la magia dei tramonti,
la casa del nespolo,
la vita dura e dolente dell'umile gente,
le spose ad attendere invano i navigli.
E pur forte il sole ridente negli occhi,
nei campi le spighe dorate e pazienti...
Nell'aria l'odor degli agrumi e i frutteti:
arazzo imponente d'allegri colori.
Non senti che or batte più forte
il profumo d'arancio?
La storia fra i templi, gli dei,
e il tuo cuore possente!
Vulcano di gioie e dolori ch'esalano in cielo.
E poi, fresca, come una sposa felice
ghirlandata di fiori, ti fasci di stelle
e di luna sul mare...
Coralli di luce le tremule onde
assonnate di pace.
Non fu mai l'oppressione straniera
ad ammutolire il tuo canto,
nè l'arte che in cuor t'appartiene,
Sovrana fra tutte le genti.
Là ove t'incoronò di zagara Dio.
©
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Anna Maria Scamarda
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