Forse

Forse eri un angelo aggrappato ai tendini,
forzato alla carne.
Se no, non mi spiego
quella sete d'aria e di luce,
quella malinconia infinita
con gli occhi ai tramonti.
Sostavi sotto volte di calda amicizia,
restavi per le mani di tua madre
che profumavano
di marmellate e pane buono,
per gli occhi di tuo padre,
spersi nella paura.
E in ogni stanza
aprivi un sole di speranza
per quel poco che è,
l'autunno di chi invecchia.
Ai piedi di ogni gesto
scivolava la nostaglia
di cari affetti
ed un esilio forzato
dentro gli occhi a lacrimare.
Forse eri un angelo anche per me
ed ali di fiducia troppo grandi
non hanno trovato la misura
per dispiegarsi verso una piccola sponda
d'amore grande.
Forse eri un angelo, amore mio,
e gli angeli sono passaggi di vento
leggero come una carezza
che rimane dentro
con una nostalgia di mani
a non poterle più stringere.
©
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L'autore
Anna62
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