Vecchi E Calura
Sulle panchine disabituate
all'ozio dei ricchi
fanno a ventaglio i cappelli
lucidati da polpastrelli e sudore,
ansimano e boccheggiano
qualcuno fuma a effetto placebo
e nei polmoni la calura s'arrende
In giro c'è sempre un giornale
miccia all'anima macera
esplode a ingiustizie
sorde e scudate d'acciaio, illese
allora si consolano con paragoni
e rammarichi tra ricordi e presente
e qualche gesto che vanga
rancori oltre le spalle
Ragionieri al lunario
ai numeri stanchi suonano
pianoforte le labbra
e con saliva raffreddano l'attrito
mentre la bocca simula azzanni
a una bistecca vista l'ultima volta
su un depliant regalato dal vento
Termometri i cani
con la lingua il mercurio
i denti scala centigrata
e quando oltre, azzerata
simulando mano alla tasca
a cerca di ricompensa
ma alla fine resetta il tutto la coda
Passa qualche donna
dalle forme perfette
capace di fare tremare
lo scalpello al Canova
e subito un fazzoletto alla fronte
bandiera bianca al declino
sopra occhi girati al cielo
a interpretare il perdono
Trema l'aria rovente
e le gazze ci ballano sopra,
perdono qualche piuma
freccia infilza la terra
come a dire seguitemi
-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!