Era soltanto la salsedine

Non credo nell’amore,
amore mio.
Non temere,
avrai quel che da me potresti volere.
Senza compromessi,
senza implicazioni scomode,
senza complicanze.
Non ti voglio raggio di sole,
non ti voglio stella
o fiume in piena verso il mare.
Quel che potresti volere da me,
avrai,
in un giorno qualsiasi,
in un’ora,
in una delle tue tante stanze.
Anche se hai visto le mie lacrime,
anche se si sono fermate sulle tue labbra
e le hai baciate.
Era soltanto la salsedine
che tormentava i miei occhi.
Anche se hai respirato il mio respiro
e hai fatto tua la mia energia,
anche se sei entrato in ogni poro della mia pelle.
Era soltanto voglia di nuovo,
voglia di noi.
Anche se hai amato
i miei occhi lucidi di passione e amore
e ti ho contemplato come il mio unico sogno.
Era soltanto averci,
come si poteva,
in quel tempo sospeso.
Non penso a te come un poi:
è stato e, se mai dovesse essere di nuovo,
sarà soltanto un bel momento.
Nonostante mi avvicinavi a te
come se avessi necessità impellente di me,
nonostante mi tenevi corpo a corpo per trattenermi,
prima che andassi via.
Ho sbagliato nel tremare
per un tuo sguardo
nel mio sguardo.
E non ho avuto bisogno di altro
quando ti sei appoggiato sul mio petto
e ti ho stretto
e assaporato
e amato.
Se ti ho avuto nudo
tra le mie braccia,
se hai avuto la mia anima spoglia di ogni remora
nei tuoi palpiti.
Non aver paura di ferirmi.
La tua gioia,
il tuo piacere di una notte,
ripagherà il mio dolore.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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