Vorrei un indulto di penombra

Questo sperpero di luce non si addice
alla mia stagione defraudata,
queste vele al vento slabbrano scampoli di sole
che non so salvare.
Ho nubi a picco dentro
e giorni da sudare, comunque,
nel gorgo di un'assenza
che mi tracima oltre.
Ho un fiato dimesso addosso,
ora che l'aria ha il respiro
di chi ha deposto gli occhi
su un bianco evasivo a dismisura
ed ha estinto le mani a forme amate.
Vorrei un indulto di penombra, sempre,
per un riguardo, una premura
inclini ad un'imperante nostalgia
di un volto appeso al crepuscolo
che langue di mestizia.
Un sopprassalto di luce, al mattino,
ha un'imprudenza di gioia
che sconfina e dimentica i lutti;
immeritata morte di chi,
può solo esser ricordato
per non morire, mai, davvero.
Avrò cura di non tralasciare
nessun segno su cui sei trascorso,
Ti sarò luogo e dimora in cui trascorrermi
segnandomi il passo al coraggio di vivere.
©
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L'autore
Anna62
Commenti (1)
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Maria Luisa Bandiera26 luglio 2016
Veramente struggente e toccante poesia carica di accenti di dolore molto sentiti e condivisi nel cuore e nell'anima. Molto apprezzata.

