La panchina
Da Sant’Elena in poi il mare
indicava l’orizzonte
per poi confondersi con esso
grande, limpido
una continua armoniosa sinfonia
interrotta da interludi di isole
nuvole smorzavano i raggi del sole
fluttuante nel suo azzurro infinito
mentre la sua luce rischiarava
la piccola Armenia dove i mechitaristi
raccolgon rose coltivando speranza
sotto l’ombra protettiva del khatchkar
ed io seduto su una panchina
la birra che invadeva l’anima
mi facevo trasportare
dall’odore del salso
dal suono dell’acqua
verso le montagne nello sfondo
e barche galleggiavano
verso lidi lontani oltre
le colonne d’Ercole degli occhi
così prendeva forma il viaggio senza meta
il viaggio senza fine
dove non c’è arrivo
ma solo partenza verso il non conosciuto
l’essere un eterno Ulisse senza un’Itaca
a cui approdare
senza Proci da scannare
quando l’aria leggera
come una rondine planava
sulla superficie dell’acqua
che veniva cavalcata dalla bianca spuma
per poi finire la sua corsa
di cavallo imbizzarrito contro la riva
non era la baia di Frisco
e le cose non dovevano cambiare
dovevano solo iniziare
da me dal mio foglio di carta
dalla lattina di birra distesa
al sole su una panchina.
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E
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L'autore
Enrico Barigazzi
Nato a Venezia il 26/01/1978......diplomato al liceo classico.....laureato in Scienze Politiche.....appassionato di tutto ciò che riguarda la letteratura ed i libri.....gli piace leggere,scrivere e sognare. Scrivo anche su altri siti come: Alidicarta, scrivendo,subway e wetales.....Penso che la poesia sia la massima e
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