Cimelio
Cencioso il pantalone
lì dove troppe volte ginocchia si son piegate;
e il ticchettio abulico di un orologio senza tempo
ha generato mani prive di volontà.
Intrecciate a fatica
si son innalzate ad un cielo brumoso
generando preghiere di lode e di rabbia.
Ieri o ieri l'altro,
speranzoso mi sono adagiato
nella semioscurità del tempio.
Nascosto allo sguardo petulante di elementi portanti
mi sono piegato
ed a quel "Padre" troppe volte "patrigno" mi son rivolto
e ho scagliato verso quella croce divenuta ormai
"vecchio " cimelio la mia implorazione.
Il silenzio smorzato da nauseabondo incenso
è divenuto eco
a cui pietra su pietra rispondeva
a quel Dio divenuto sordo
che taceva.
Ieri o ieri l'altro
sono caduto
ed ho sentito dentro di me il respiro ansimante di mio "Padre".
©
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