Il cucchiaio
Rosaria Catania
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S’allontanano le parole
tornano alla storia
son parole scelte
masticandole s’addormentano
impigliate stanno
tra costole e sciami di fame
sull’epigramma dello sguardo affamato
L’occhio tace
timido muto annuisce
rovesciata dimora perturbante
sulla necessità di vivere
verbale senso di un nudo albero
come fiammifero rimane acceso
quel tanto a reggere quel cielo vuoto
Amara terra
carpita pausa silenziosa
e su quel piatto fumante
di misero pasto
come un gatto ed un cane randagio
cerca fra l’immondizia
ci si tuffa senza dover chiedere il cucchiaio
Silente messa sull’altare spoglio
la mano ricolma di spaghetti scotti
son memorie di maternità
un seme verbale di ricordi sepolti
Come foglio bianco sporcato strappato
incise gli aromi e i profumi
sul mendico ricordo
batte l’angolatura sulla sua ombra lacera
di vecchio barbone
pasta madre figlio
intrappolato se ne sta
E come un animale
rimane intrappolato nel suo universo
dell’indifferenza
©
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (1)
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Ausilia Giordano18 agosto 2016
Amara cruda realtà ben delineata in questo testo denunciatore di sofferenze e sacrifici affrontati da chi è costretto a vagare senza supporto alcuno. Solo la pietà può andare incontro a queste vite. SF

