Cascata di gigli
Rosaria Catania
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Un castello di ghetto gelato
gigli appassiti su cascate blù
un volo di specchi
sulla bocca del pozzo li annegò
eran calibri su ali di farfalle
e lacustre martoriate a vivo
la primavera la immortalò
sugli occhi color corallo
una revorver la fermò... lì
schiacciata dalla sua stessa chioma
di schiuma di mare
una collana di perle
e scarpe rotolarono
sul ciglio della strada
un inchiostro di pioggia
si spalmò di mille domande
strappò i rumori
di bicchieri e piatti rotti
ed attraversò quel buco di serratura
ed in quella prigione
si bloccò quel cassetto
di tante attese d'aiuto
sulle spalle amate ne trovò la fine
rinascer sulla polvere
dello sbattere delle onde
della salvezza sulla cascata di gigli
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (1)
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Michelangelo La Rocca24 giugno 2017
Il femminicidio è una delle più virulente piaghe dei nostri tempi. È triste e scoraggiante vedere mogli per mano dei marito, amate cadere sotto i colpi degli amanti. Tempi strani ed assurdi: si uccide per un malinteso concetto dell'amore. Rinsaviremo? Speriamo!

